
𝐓𝐮𝐫𝐢𝐬𝐦𝐨 𝐢𝐧𝐜𝐥𝐮𝐬𝐢𝐯𝐨: 𝐦𝐚𝐩𝐩𝐞 𝐭𝐚𝐭𝐭𝐢𝐥𝐢 𝐞 𝐦𝐨𝐝𝐞𝐥𝐥𝐢𝐧𝐢 𝟑𝐃 𝐩𝐞𝐫 𝐬𝐜𝐨𝐩𝐫𝐢𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐩𝐚𝐭𝐫𝐢𝐦𝐨𝐧𝐢𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐭𝐞𝐫𝐫𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢𝐨
Da alcuni giorni alcuni dei luoghi più significativi del patrimonio storico-artistico della provincia di Treviso diventano più accessibili alle persone con disabilità visiva. Il centro storico di Castelfranco Veneto, Villa Lattes a Istrana, la Villa di Maser, Serravalle e Ceneda a Vittorio Veneto si dotano di nuovi strumenti per permettere a tutti di apprezzare le bellezze del territorio.
Grazie a mappe tattili e modellini 3D, turisti e cittadini non vedenti e ipovedenti possono conoscere e “toccare” questi luoghi, orientarsi e scoprirne forme e caratteristiche attraverso il tatto.
Un progetto nato dalla collaborazione tra Regione del Veneto, Ulss 2 e i Comuni di Castelfranco Veneto, Istrana, Maser e Vittorio Veneto, nell’ambito del progetto regionale Turismo Sociale e Inclusivo nel Veneto.
Un passo concreto verso un turismo più accessibile che mette al centro autonomia, partecipazione e inclusione.
Perché il patrimonio culturale è davvero patrimonio di tutti solo quando tutti possono viverlo.

Il salone passante del piano nobile, ospita una selezione della raccolta più caratterizzante delle eclettiche collezioni di Bruno Lattes: quella degli autonomi e dei carillon. Gli oggetti, qui raccolti in un moderno espositore centrale, adornano anche altre sale della villa. Infatti, a piano terra nel salone passante ci accoglie il Tamburino, automa del XVIII secolo, mentre nella sala da musica è presente il Concertino in salotto, carillon del 1830-1840. I carillon esposti in villa sono 34 e coprono un arco temporale che va dal XVIII all’inizio del XX secolo.
La collezione di carillon fu esaminata nell’autunno del 1953 da Alfred Chapuis, uno dei più grandi esperti in materia, che stava preparando la nuova edizione della sua Histoire de la Boîte à Musique et de la Musique mécanique, e che fu accolto in villa secondo i modi di cordiale ospitalità dell’avvocato. Era accompagnato da Enrico Morpurgo, anch’egli esperto insigne di questa particolare forma d’arte, il quale riferisce del grande stupore che prese lo studioso belga alla vista dei pezzi raccolti nel salone: «Qui mi pare avrò materiale per cominciare da capo […] ci sono tesori di cui non sognavo neppure l’esistenza».

































