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Da alcuni giorni alcuni dei luoghi più significativi del patrimonio storico-artistico della provincia di Treviso diventano più accessibili alle persone con disabilità visiva. Il centro storico di Castelfranco Veneto, Villa Lattes a Istrana, la Villa di Maser, Serravalle e Ceneda a Vittorio Veneto si dotano di nuovi strumenti per permettere a tutti di apprezzare le bellezze del territorio.
Grazie a mappe tattili e modellini 3D, turisti e cittadini non vedenti e ipovedenti possono conoscere e ātoccareā questi luoghi, orientarsi e scoprirne forme e caratteristiche attraverso il tatto.
Un progetto nato dalla collaborazione tra Regione del Veneto, Ulss 2 e i Comuni di Castelfranco Veneto, Istrana, Maser e Vittorio Veneto, nellāambito del progetto regionale Turismo Sociale e Inclusivo nel Veneto.
Un passo concreto verso un turismo più accessibile che mette al centro autonomia, partecipazione e inclusione.
Perché il patrimonio culturale è davvero patrimonio di tutti solo quando tutti possono viverlo.

GIORGIO MASSARI
Villa Lattes, terminata nel 1715, ĆØ un importante edificio realizzato dallāarchitetto veneziano Giorgio Massari (1687-1766), autore di altre importanti residenze patrizie a Venezia e nella zona dellāAsolano. Tra le sue opere di maggior pregio e notorietĆ vanno ricordate a Venezia, Palazzo Grassi e la Chiesa di Santa Maria della PietĆ , mentre in terraferma Villa Pola Pomini a Barcon di Vedelago, Villa Perussini a Castelcucco, il Duomo di Possagno e i rimaneggiamenti di Villa Filippin a Paderno del Grappa e CĆ Corner della Regina a Cavasagra di Vedelago.
Il complesso di Villa Lattes, acquistato dal Comune di Istrana nel 2004 dal Comune di Treviso, unitamente ai terreni circostanti, ĆØ costituito da un corpo villa con due ali adibite a barchesse, una oratorio e diversi edifici coevi, in origine destinati alle attivitĆ agricole, cui si unisce il parco storico, ornato da due statue del Marinali e i busti dei dodici Cesari acquistati da Bruno Lattes nel 1938, successivamente inseriti come elementi dāarredo alle vasche ad uso peschiera del parco nord, nel ridisegno generale del giardino avvenuto in quegli anni.
VILLA LATTES: UNO SCRIGNO DI PREZIOSI GIOIELLI DA SCOPRIRE
Un sentito ringraziamento al personale del 51° Stormo che, con professionalitĆ e motivazione, ha contribuito con questo video, a valorizzare la āNostraā Villa Lattes da sempre un gioiello di storia, architettura e tradizione del nostro territorio. Lāentusiasmo dimostrato nella realizzazione di questo filmato ĆØ sinonimo di quel legame che da decenni caratterizza i rapporti tra la cittadinanza di Istrana e le donne e gli uomini del 51° Stormo dellā Aeronautica Militare





LA COMMITTENZA
La villa di Istrana, eretta per conto del commerciante veneziano Paolo Tamagnino (1653-1734), ĆØ con probabilitĆ la prima opera databile dellāarchitetto Giorgio Massari e se ne può con precisione documentare la data del compimento grazie alla pala dāaltare sita nellāoratorio della villa, sul cui retro si legge lāiscrizione: ā4 luglio 1715ā, probabile giorno in cui la tela di Jacopo Amigoni (1682-1752) fu collocata nella sua cornice marmorea.
La residenza, che il Massari continuò certo a frequentare durante la vita di Paolo Tamagnino, passò poi alla sua stessa proprietĆ , quando Tamagnino morƬ. Successivamente, la villa fu, dal 1766 al 1772, di Giandomenico Bianchi, poi della famiglia Negri, e dal 1842 di Abramo Lattes, nonno dellāavvocato Bruno Lattes, ultimo proprietario. Fu questāultimo che la riportò agli antichi fasti, facendone la propria dimora e il luogo dove, nel tempo, collocò la sua vasta ed eclettica collezione di opere e reperti di famiglia, oltre che la singolare ed eccezionale collezione di carillons ed automi, raccolta nellāultimo periodo della sua vita, quando a 55 anni, abbandonata lāattivitĆ forense, si dedicò alle sue grandi passioni e al recupero integrale dellāavita dimora.





L'ARCHITETTURA
La villa ĆØ unāarmoniosa costruzione a due piani con la sala al centro che attraversa tutto il corpo della fabbrica, cui si aggiunge un terzo piano, limitato solo al corpo centrale, con foratura a trifora nel salone e tipico timpano sommitale collegato al cornicione con due ali spioventi che riecheggiano motivi tardo barocchi e che fanno da raccordo con le parti estreme della facciata.
Ai lati del fabbricato due semplici e belle barchesse terminano con muri curvi che si stemperano nel muro di cinta, incorniciando un giardino ovale chiuso in un ideale abbraccio dal poderoso edificio, quasi a raccogliere lo spazio e rendere più intimo il rapporto fra la casa e il giardino.
L'ORATORIO
Sul lato ovest si erge un oratorio ancora adorno degli arredi e dotazioni dāepoca, nonchĆ© impreziosito dai dipinti dellāAmigoni e da bassorilievi. Tra questi, anche un bassorilievo (attribuito a Giovanni Bonazza 1654-1736) che raffigura un Paolo Tamagnino sorridente, in contrasto con la severa parrucca secentesca. Lāoratorio ĆØ a pianta ottagonale, coi fianchi allungati, tipica costruzione che riassume in sĆ© tanti spunti rielaborati dal Massari negli anni seguenti e leggibili in altre sue fabbriche religiose. A fianco dellāaltare, si trovano due grate in legno scolpito, forse anchāesse disegnate dal Massari. La decorazione pittorica ĆØ limitata alle due opere dellāAmigoni, che dipinse āLāImmacolataā per lāaltare e āIl Padre eterno in Gloriaā sul soffitto.
LE BARCHESSE
Le due barchesse, perfettamente integre nella forma e sulle facciate principali, denotano invece pesanti manomissioni interne e alle forometrie sul lato nord. I portici delle due ali ed in particolare quello a occidente, sono riccamente impreziositi con altre opere, come la Fontana dei Putti e la collezione di reperti, quali terrecotte e frammenti lapidei provenienti dai lavori di scavo del Canal Novo di Venezia, inseriti con i lavori di rinnovamento del 1938.



